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Entrare e uscire da Mantova, città isola: le strade direttrici. Da molti secoli, gli assi viari, cioè le strade direttrici che collegano il centro storico di Mantova ai centri urbani vicini, mantengono lo stesso tracciato. Dalla sistemazione del corso del Mincio progettata da Alberto Pitentino nel 1190 fino al 1800, Mantova è stata una città isola e quindi per entrarvi e per uscire si doveva passare attraverso un ponte o seguire il percorso di un argine. Dopo il progressivo prosciugamento del Lago di Paiolo, il lago meridionale dei quattro che circondavano la città, Mantova diventa una penisola, ma gli assi viari non subiscono nessuno spostamento. A questa conclusione si è arrivati dopo aver esaminato alcune mappe antiche di Mantova e percorso con lo scuolabus il periplo della nostra bella città. Il percorso L'itinerario con lo scuolabus ha preso in considerazione gli assi viari verso: Verona: Ponte dei Mulini Legnago: Ponte di San Giorgio Suzzara, Parma: Porta Cerese Cremona: Cavalcavia di Belfiore. Il Ponte dei Mulini è un ponte diga fatto costruire da Alberto Pitentino per regolamentare il flusso delle acque. La diga separa il Lago Superiore dal Lago di Mezzo. Si è notato il dislivello che esiste tra i due bacini, collegati da due aperture artificiali: il Vasarone e la Vasarina. Attraverso il Vasarone e la Vasarina, l'acqua salta come una cascatella dal lago più alto, Superiore, a quello sottostante, di Mezzo. A Cittadella si è potuto osservare Porta Giulia, unico esempio rimasto delle numerose porte cittadine costruite dal Medioevo al 1800. È stata messa in luce la sua funzione di controllo: ospitava gli alloggi delle guardie che presidiavano la postazione. Il rientro in città è avvenuto dal Cavalcavia di Belfiore. Dal Cavalcavia, costruito nel secolo scorso per superare la barriera della ferrovia, si osservano bene gli edifici del Quartiere Paiolo, che a metà del 1900 hanno occupato il terreno bonificato dove prima c'era il lago che dà il nome alla zona. La contrada del Leone Vermiglio L'asse viario occidentale Il percorso Si entra in città, a piedi, da Porta Pradella e si percorre Corso Vittorio Emanuele II che, al tempo dei Gonzaga, era una strada di rappresentanza. Anticamente questa porta era detta Porta Aquadrucio e il corso si chiamava Contrada del Leone Vermiglio poiché prendeva il nome dalla porta denominata Porta Leona, collocata in prossimità del Rio e decorata con l'immagine di un leone rosso. Da ciò deriva il nome CONTRADA DEL LEONE VERMIGLIO (già Contrada di San Giacomo da uno dei santi a cui era dedicata una chiesa che si affacciava sul Rio). Osservando una mappa di Mantova stampata nel 1628, si nota che, nella zona vicino all'attuale rotatoria, su cui sono stati collocati alcuni blocchi di pietra di Porta Pradella, c'era un monastero. Qui i monaci benedettini offrivano ospitalità ai pellegrini che arrivavano in città. Era l'Ospedale dei pellegrini di cui rimane ancora il campanile, del 1100, mentre il resto della chiesa originaria del complesso benedettino, attualmente Chiesa di Ognissanti, è stata trasformata nei secoli seguenti, come si vede dalla facciata che guarda su Corso Vittorio Emanuele. In epoca gonzaghesca, spesso gli ingressi trionfali degli ospiti più illustri avvenivano attraverso questa contrada: il papa Pio II, l'imperatore Carlo V, suo figlio Filippo, re di Spagna percorsero la Contrada del Leone Vermiglio, perché era la più prestigiosa. Per renderla ancora più bella, i nobili venivano invitati a costruire i loro palazzo sulla contrada del Leone Vermiglio. Si è osservato che è rimasto un solo palazzo del 1400. Si tratta di Palazzo Bonatti, la cui facciata è monocroma. Quando c'erano i Bonatti, il palazzo aveva un ricco portale in marmo con una decorazione a candelabra cioè che si sviluppa in verticale. Il portale fu venduto nel 1800 ai fratelli Bagatti Valsecchi, che volevano abbellire il loro palazzo di Milano con opere d'arte del Rinascimento. Proseguendo, sull'altro lato della strada, si nota una via non presente nella mappa antica: Via Bonomi, una strada recente, aperta dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Su questa via si affaccia ciò che resta del chiostro del monastero di Sant'Orsola che, invece, è visibile sulla mappa antica. La chiesa, costruita nel 1600, presenta un'elegante pianta ottagonale. Lungo il corso si nota un altro indizio rinascimentale: un fregio con una decorazione a candelabra su lastre di marmo che abbelliscono un palazzo all'angolo con via Corrado, Palazzo Aliprandi. Si raggiunge il Rio realizzato da Alberto Pitentino per consentire un miglior deflusso delle acque dal Lago Superiore al Lago Inferiore- il Rio era il limite naturale della città che si sviluppava fino alla seconda cerchia. Oggi, presso il luogo dove prima sorgeva Porta Leona, si trova il Teatro Sociale, eretto nel 1822. È stato compiuto idealmente un percorso attraverso la città dalla parte più recente, la terza cerchia, alla più antica seconda cerchia. Classe V B Scuola Primaria Ippolito Nievo Insegnante Maria Luisa Borselli  | |
Risulta molto interessante leggere le riflessioni dei ragazzi: -È stato molto bello e interessante andare a piedi per la mia città. Mantova è una città che non appare interessante a vederla così piena di smog, con le case rovinate e con tante macchine che, quando piove, sembra impazziscano, MA L'APPARENZA INGANNA! Mantova in realtà è molto bella e queste uscite me l'hanno fatta apprezzare molto. -Mi sono divertita molto a esplorare la mia città: ho notato cose che, pur vivendoci da quando sono nata, non avevo mai notato. -Mi è piaciuto andare in giro con lo scuolabus ed è stato interessante vedere e immaginare come poteva essere più piccola e ricca d'acqua, anche se stagnante, la città di Mantova. Devo ammettere che una cosa bellissima è stata andare sulle rive del lago e guardare verso l'orizzonte. -Mi è piaciuto perché ho imparato cose nuove e interessanti: le nostre guide hanno spiegato tutto molto bene. -Una cosa che mi ha colpito è vedere il cambiamento che ha subito la città e pensare che le vie di accesso alla città invece sono rimaste sempre le stesse. -La mia città potrà essere anche piccola, ma è molto accogliente! -Mantova è una città ricca di storia: ha mantenuto il suo splendore artistico e architettonico. - Ringrazio la maestra che ci ha permesso di fare questa esperienza in giro per la città: mi è piaciuto molto non sapevo che a Mantova ci fossero tutti questi edifici importanti. -Mi ha colpito la casa picta perché quei dipinti raffigurati sulla facciata sono stati realizzati da Andrea Mantegna. Per me Mantova è una città stupenda! -Mi ha colpito sapere che le mura della città erano state costruite per difendersi dalle inondazioni, e ho visto palazzi che non pensavo esistessero: è stato molto interessante. -È stato bello e curioso andare in giro per la città osservando alcuni palazzi che non avevo mai notato anche se ci passo davanti molte volte al giorno. -Durante le uscite del progetto UNESCO ho guardato in modo diverso Mantova, scoprendola una città ricca di storia. Siamo fortunati ad avere così tanti palazzi dei Gonzaga e monumenti importanti che dobbiamo proteggere e tutelare.
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